56) Yourcenar. Sulle rivoluzioni.
Le rivoluzioni finiscono per impantanarsi nella gerarchizzazione,
nella burocratizzazione e nel Gulag. Sono le riforme che
permettono il miglioramento del mondo.
M.  Yourcenar, Les yeuex ouverts [Ad occhi aperti].

 In Russia, comunque, non  stato Tolstoi a fare la Rivoluzione...
No, perch l'avrebbe certamente fatta meglio. Non sono
un'ammiratrice fanatica delle rivoluzioni. In fin dei conti, esse
producono le loro brave reazioni, pi virulente ancora, e, quasi
inevitabilmente, vanno a impantanarsi in societ burocratizzate,
gerarchizzate, per finire nei gulag. Le riforme, e non le
rivoluzioni, migliorano il mondo. Quando si pensa agli immani
massacri o decimazioni di cittadini russi del Sud, ci si rende
conto che lo zar Stalin valeva quanto il piccolo Padre Ivan il
Terribile, e che certamente Ivan  stato altrettanto adulato.

A questo modo, lei si ricollega al misticismo di Solzenitsyn.
Questo misticismo  una reazione naturale dell'uomo prigioniero
delle menzogne e degli errori di un regime, di una societ che lo
perseguita o lo priva della libert. Come Andr Gide, che nessuno
accusava di essere mistico, io penso che il problema sociale sia
pi importante del problema politico, e il problema morale pi
importante del problema sociale. Si finisce col ritornare sempre
alla lotta fra il bene e il male.
M.  Yourcenar, Ad occhi aperti, Bompiani, Milano, 1990, pagine 238-
239.
